La Fondazione Pallavicino al fianco di Cecchi per “La musica del silenzio”

Il romanzo pubblicato con il contributo della Fondazione protagonista al Centro Pecci di Prato, con Franco Cardini e Luigi Caroppo.

Un’amicizia messa alla prova dalla scelta di morire, il confine tra libertà e responsabilità, una finzione letteraria che invade la vita. Sono i temi di “La musica del silenzio”, il romanzo di Umberto Cecchi pubblicato da La nave di Teseo grazie al contributo della Fondazione Pallavicino ETS di Genova. Il libro è stato al centro dell’appuntamento di sabato 24 ottobre 2026 al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, organizzato nell’ambito della rassegna Centro Pecci Books in collaborazione con la Fondazione.

Il sostegno editoriale
Uscito nel giugno 2026 con la prefazione di Vittorio Sgarbi, “La musica del silenzio” lega il nome della Fondazione Pallavicino a un’opera che affronta il tema dell’eutanasia attraverso le tensioni e gli interrogativi di un romanzo. Il contributo alla pubblicazione e la collaborazione alla presentazione accompagnano il percorso del libro e il confronto con i lettori su una materia che coinvolge le convinzioni più profonde dell’individuo.

L’incontro pratese
A dialogare con Cecchi, Franco Cardini, storico medievista e firma delle testate QN, amico e compagno di studi dell’autore, e Luigi Caroppo, caporedattore della redazione pratese de La Nazione. Caroppo ha lavorato con Cecchi e ha dedicato al romanzo un articolo. Il libro aveva già avuto una presentazione pubblica il 15 luglio a Villa Bertelli, a Forte dei Marmi, dove l’autore aveva conversato con i giornalisti Gabriele Canè e Letizia Cini.

Il percorso dell’autore
Pratese “nel Dna”, Cecchi ha attraversato il giornalismo come capocronista, vicedirettore, inviato speciale in Italia e all’estero e, per anni, direttore de La Nazione. Testimone diretto di alcuni dei protagonisti più significativi del Novecento, ha raccontato anche luoghi lontani e difficilmente accessibili, dalle isole Andamane a quelle malesi. Ha firmato una quindicina di libri, tra cui “La strada dorata per Samarcanda”, “La luna di Harar” e il thriller “Fegato”, tradotto in Francia con grande successo. Ora annuncia un nuovo romanzo, “Un uomo da bruciare”, ambientato ai tempi del Covid e destinato a uscire ancora per La nave di Teseo.

Amicizia ed eutanasia
“La musica del silenzio” si apre con una scena di eutanasia costruita con rigore quasi rituale. Edmund, scrittore italoamericano che vive a Trieste, sta lavorando a un nuovo libro sotto lo sguardo distante della sua editor, Genthry, mentre ciò che scrive comincia a confondersi con la realtà. A chiedergli di accompagnarlo fino all’ultimo istante è il vecchio amico Erwin, docente italotedesco ricco, colto e sano, che ha deciso di morire in una clinica di Zurigo. L’incontro con due musicisti di strada avvia poi una spirale di violenza, colpa e sospetto, nella quale si intrecciano indagini, spionaggio e manoscritti pericolosi.

La prefazione
Nella lettura di Vittorio Sgarbi, il romanzo lascia aperti gli interrogativi e trattiene il lettore in una zona di incertezza: libertà, dignità, amore e destino sono parole che, da sole, non bastano a sciogliere il nodo delle scelte. Ne emerge un gioco di specchi crudele e affascinante, nel quale la vita imita la scrittura e la scrittura può diventare una trappola.

Share

Facebook
X
LinkedIn
WhatsApp
Email
Threads